Come venivano realizzati i calchi a Pompei?
I calchi di Pompei venivano realizzati versando gesso liquido nei vuoti lasciati dai corpi delle vittime dell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Il gesso si induriva poi, creando un calco del corpo. Questo processo fu utilizzato per la prima volta nel XVIII secolo da Giuseppe Fiorelli, un archeologo italiano che stava scavando Pompei. Il metodo di Fiorelli è utilizzato ancora oggi e ha permesso agli archeologi di creare calchi dettagliati delle vittime dell'eruzione, fornendo uno sguardo sulla loro vita e morte.
Ecco i passaggi necessari per realizzare un calco di un corpo a Pompei:
1. Il corpo viene accuratamente estratto dalla cenere e dalla pomice che lo ricoprono.
2. Il corpo viene quindi rivestito con uno strato di gesso liquido.
3. Intorno al corpo viene costruita una struttura metallica per sostenere il calco in gesso.
4. Viene versato altro gesso liquido sul corpo e sulla struttura metallica.
5. Lasciare indurire l'intonaco per diversi giorni.
6. Il calco in gesso indurito viene quindi rimosso con attenzione dal corpo.
7. Il calco viene quindi pulito e restaurato.
Il calco risultante è una rappresentazione dettagliata e accurata del corpo della vittima al momento della morte. Questi calchi hanno fornito preziose informazioni sulla vita e sulla morte degli abitanti di Pompei e hanno contribuito a preservarne la memoria per le generazioni future.
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